Pacifico Tropicale freddo con La Niña
Nonostante si sia leggermente indebolita rispetto al mese precedente, durante gennaio 2011 La Niña ha continuato a influenzare profondamente la situazione nel bacino del Pacifico, come testimoniato anche dall’immagine rielaborata dai ricercatori della NOAA: le aree colorate in azzurro/blu indicano difatti regioni marine con acque superficiali più fredde del normale, e la vastità della regione interessata, nonché l’intensità del raffreddamento, confermano che l’episodio in atto è uno dei più intensi degli ultimi 100 anni.
Anche il Pacifico Nord-Orientale, a causa della PDO (Pacific Decadal Oscillation), un’altra oscillazione tipica di questo bacino, è stato caratterizzato durante il mese di gennaio da sst (sea surface temperatures) più basse del normale, e le conseguenze si sono fatte sentire soprattutto nel Sudovest degli Stati Uniti, che hanno vissuto un periodo estremamente asciutto: un Pacifico Nord-Orientale così freddo difatti sembra in grado di deviare la corrente a getto (un veloce fiume d’aria che, in alta quota, scorre ai margini del Circolo Polare attraverso tutto l’Emisfero Settentrionale) in modo tale da cambiare anche il normale percorso delle piovose perturbazioni che arrivano dall’Oceano.
In contrasto a settori del Pacifico Orientale tanto freddi, il Nord Atlantico ha invece vissuto un mese di gennaio insolitamente “caldo”: temperature marine di alcuni gradi al di sopra della norma, come evidenziato anche nell’immagine (colori della tonalità del rosso) sono state osservate soprattutto nel settore Occidentale del Nord Atlantico, e hanno tra l’altro contrastato con efficacia l’avanzata della Calotta Polare Artica, al punto che la superficie di ghiacci artici misurata quest’anno è la piccola di sempre (ovvero dal 1979, anno a partire dal quale i ghiacci artici sono monitorati continuamente dai satelliti) per il mese di gennaio.
© Andrea Giuliacci – 28 febbraio 2011