E la colpa potrebbe essere de La Niña
Dopo settimane di maltempo senza tregua, lo scorso lunedì (10 gennaio) piogge torrenziali hanno investito le regioni sud-orientali del Queensland, nel nord dell’Australia, dove il terreno oramai imbevuto e zeppo d’acqua non è riuscito ad assorbire le nuove abbondanti precipitazioni: in conseguenza di tutto ciò un improvvisa e devastante alluvione ha sepolto sotto metri d’acqua diverse zone appena a ovest di Brisbane, capitale dello stato e terza città dell’Australia.
L’immagine, ricostruita grazie ai dati raccolti dai satelliti NASA nell’ambito della missione TRMM (Tropical Rainfall Precipitation Analysis), mostra in particolare le eccezionali piogge (anche oltre 200 millimetri) cadute nella zona durante la giornata del 10 gennaio. Le inondazioni hanno causato almeno 10 morti, ma almeno 80 persone rimangono al momento disperse. Secondo le analisi del Australian Bureau of Meteorology c’è proprio il terreno oramai saturo d’acqua, e quindi incapace di assorbire nuove piogge, all’origine delle improvvise inondazioni che hanno colmato d’acqua prima la Lockyer Valley e poi, fluendo verso est, a colmare fino a preoccupanti livelli di pieni molti fiumi della regione.
Sempre secondo le analisi del Australian Bureau of Meteorology il dicembre del 2010 è stato per il Queensland il più piovoso di sempre, mentre per l’Australia nel suo complesso l’anno 2010 è stato il terzo più piovoso della Storia, e tutto molto probabilmente a causa de La Niña, il periodico raffreddamento delle acque del Pacifico Tropicale capace di sconvolgere pesantemente il clima del Pianeta: questo fenomeno difatti nel Pacifico alimenta anche alisei più intensi del normale che pigiano acque calde e nubi cariche di pioggia sui margini più occidentali dell’Oceano (e quindi fin sull’Australia).
Andrea Giuliacci – 11 gennaio 2011