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METEO E SALUTE - PUNTATA 12

Le insidie del caldo estivo

caldo e caviglie

Siamo oramai a giugno e quindi, senza aspettare il 21 del mese, dal punto di vista meteorologico è già iniziata l’estate. Una stagione estiva che almeno per il momento si è mostrata piuttosto balbettante, caratterizzata da temperature ancora in generale primaverili e numerosi acquazzoni: da questa settimana però il tempo si farà via via più stabile, e nella seconda parte del mese le giornate avranno un sapore decisamente più estivo.

Come è normale che sia quindi già nelle prossime settimane possiamo attenderci le prime vere ondate di caldo, con temperature intorno a 30 gradi per più giorni di fila. A parte il piacere di poter trascorrere lunghi pomeriggi soleggiati in riva al mare, il caldo però porta con sé pure diverse insidie e alcune di queste, anche se in realtà non mettono a serio rischio la nostra salute, possono rivelarsi in effetti assai fastidiose.

E’ il caso del tipico gonfiore alle caviglie che spesso, durante la stagione estiva, affligge tanti individui, soprattutto di sesso femminile. Il caldo difatti favorisce la dilatazione dei vasi periferici, e così rende più difficoltoso il ritorno del sangue dagli arti verso il cuore, in particolare in quelle occasioni in cui si è costretti a rimanere per lungo tempo in posizione eretta. Il gonfiore, che è più evidente all’altezza delle caviglie perché qui la forza di gravità contribuisce a rendere maggiormente problematico il ritorno venoso, può presentarsi però anche in altre parti del corpo, in particolare viso, seno e addome, provocando al fastidio anche il dispiacere di poco estetici cambiamenti della nostra fisionomia.

Ma perché sono soprattutto le donne a soffrire di questo disturbo tipico dell’estate? La causa è, con molta probabilità, ormonale: del resto il fenomeno appare più frequente proprio nelle donne in gravidanza, in quelle che attraversano il periodo premestruale o che più in generale in coloro che fanno uso della pillola contraccettiva. Altra categoria decisamente a rischio sono inoltre gli anziani, in cui spesso il problema si aggrava non, chiaramente, per questioni ormonali quanto piuttosto per il minor vigore del cuore e i conseguenti problemi di circolazione che rendono meno efficace il ritorno del sangue dalle zone periferiche. 

© Andrea Giuliacci – 13 giugno 2011


 
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